5 miti sulle proteine della soia

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La soia è una fonte di proteine di alta qualità, 100% vegetale, che contiene tutti gli aminoacidi essenziali, ricca di vitamine e minerali, fibre, Omega-3 e Omega-6, senza colesterolo e con un basso tenore di grassi se comparata alla carne. La soia inoltre, contiene alte percentuali di arginina e glutammina, nutrienti che contribuiscono ad elevare i livelli di ossido nitrico e alla produzione dell’ormone della crescita, sostenendo le prestazioni, l’aumento muscolare e il recupero.


Nonostante l’informazione relativamente alla soia sia oggi molto vasta, esistono ancora molti dubbi associati alle proteine derivanti da questo prodotto, e che adesso andremmo a chiarire.

Quali sono i miti e le verità sulle proteine della soia?



Mito 1. Le proteine della soia riducono i livelli di testosterone e aumentano i livelli di estrogeno.

Alcuni studi che sono stati sviluppati nel corso degli anni su atleti prfessionisti di sesso maschile, di modalità sportive differenti, sottoposti al consumo di grandi quantità di proteine della soia non hanno dimostrato alterazioni nei livelli del testosterone e neanche nel tasso di fertilità. Non solo non è stato riscontrato nessun effetto negativo, ma al contrario sono stati dimostrati aumenti di massa magra significativi e un miglioramento delle prestazioni.



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Mito 2. La soia contiene estrogeni ed è una proteina più adatta al consumo femminile.

La soia in realtà non è composta da estrogeni ma contiene isoflavoni. Questi ultimi, chiamati anche fitoestrogeni, sono composti della soia, che nonostante abbiano una struttura simile all’estrogeno, non sono uguali all’ormone femminile. Due delle sue funzioni sono diminuire il colesterolo LDL e combattere l’osteoporosi. Non esistono evidenze scientifiche che comprovino che l’utilizzo delle proteine di soia pregiudichino i livelli degli ormoni o che compromettano lo sviluppo muscolare.


Per esempio, nel 2010, un’interessante pubblicazione internazionale sul giornale scientifico Fertility and Sterility ha rilevato che, nè gli integratori di sioflavone, nè la soia ricca di isoflavoni compromettono i livelli di testosterone libero o totale, non essendoci evidenze concrete.



Mito 3. Le proteine della soia sono difficili da digerire, causano irritazione allo stomaco e problemi gastrointestinali.

Le proteine isolate della soia sono di facile digestione. Il loro valore di digeribilità va dal 95% al 98%, essendo dunque un valore più elevato rispetto a molte proteine di origine animale generalmente consumate. Alcune forme della soia, come per esempio la farina di soia, che contiene proteine e carboidrati, risultano più difficili da digerire, mentre, la maggior parte degli integratori sono a base di proteine isolate di soia, una forma sicura e di facile digestione.



Mito 4. Tutti i prodotti a base di soia contengono soia geneticamente modificata (OGM).

Alcune varietà di soia sono modificate per essere più resistenti agli erbicidi, permettendo che gli agricoltori utilizzino grandi quantità di erbicidi per evitare di danneggiare il raccolto. Comunque sia, la maggior parte dei produttori utilizzano soia che non è stata modificata geneticamente e che viene certificata dal regolamento in proposito, che esclude l’utilizzo di soia OGM. Vista l’importanza sempre crescente dell’argomento, e perchè ti senta sicuro al 100% in relazione all’acquisto e al consumo, puoi verificare sull’ettichetta dell’integratore di proteine di soia se risulta la produzione attraverso OGM.



Mito 5. I fitoestrogeni della soia inibiscono il funzionamento della tiroide.

Chi sostiene il non consumo della soia afferma che i fitoestrogeni contenuti sono agenti antitiroidei molto potenti e che possono causare ipotiroidismo. Di fatto, nel Maggio del 2011, uno studio del Clinical Thyroidology ha rilevato che 6 donne su 60 presentavano ipotiroidismo subclinico (stato nel quale non esistono i sintomi) convertito in ipotiroidismo clinico, dopo 8 settimane di integrazione com proteine di soia che contenevano 2 mg di fitoestrogeni. Le donne che nello stesso gruppo hanno assunto una dose più bassa di fitoestrogeni non hanno sofferto di nessuna alterazione della tiroide. Si è arrivati alla conclusione che solo in dosi molto elevate i fitoerstrogeni negli integratori possono causare ipotiroidismo clinico su alcune persone che già presentano ipotiroidismo subclinico. Curiosamente, lo stesso studio realizzato dalla Sathyapalan, ha dimostrato che dosi più elevate di fitoestrogeni riducono significativamente la resistenza all’insulina, la pressione arteriosa e le infiammazioni.




Le proteine della soia sono una valida e sicura alternativa ad altri tipi di proteine per chi vuole aumentare e/o mantenere la massa muscolare, potendo essere consumate da uomini e donne come integratore della propria dieta alimentare. È importante non superare la dose giornaliera raccomandata (circa 25g, cioè l’equivalente a 1,2 – 2 g di proteine per ogni kg di peso corporeo). Varia le fonti di proteine includendo quelle della carne, del pesce, delle uova, dei latticini e dei legumi.


Nota 1: La soia può essere utilizzata in alternanza o in simultanea con altre fonti proteiche (caseine, albumina o whey), per impedire la perdita di massa muscolare.


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Referenze:


Judith C. Thalheimer, RD, LDN, The Top 5 Soy Myths, Today’s Dietitian, Vol. 16 No. 4 P. 52, Aprile 2014.

Bianca Bassoto, Mitos e verdades sobre a proteína de soja, Marzo 2013.

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